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La mostra “Hokusai Hiroshige”, una delle tante e belle opportunità artistiche che Bologna sta offrendo

Un’onda giapponese al Museo Archeologico

Bologna da qualche anno sta proponendo un ricco catalogo di mostre come non si vedeva da tantissimo tempo. Una scelta giusta che ha portato anche ad un grande afflusso di turisti. Certamente attratti dalla città e dalle sue prelibatezze gastronomiche, dall’artigianato e dal fashion, ma sicuramente felici di trovare anche tante opportunità artistiche che vanno dalla pittura, alla fotografia, al fumetto, al design.

Tra le tante opportunità, simbolo di questa ricchezza, siamo rimasti particolarmente affascinati dalla mostra “HOKUSAI HIROSHIGE. Oltre l’onda” che al Museo Civico Archeologico espone fino al 3 marzo 2019 una selezione straordinaria di circa 270 opere provenienti dal Museum of Fine Arts di Boston.

Il progetto, suddiviso in 6 sezioni tematiche, curato da Rossella Menegazzo con Sarah E. Thompson, è una produzione MondoMostre Skira con Ales S.p.A Arte Lavoro e Servizi in collaborazione con il Museum of Fine Arts di Boston, promosso dal Comune di Bologna - Istituzione Bologna Musei e patrocinato dall’Agenzia per gli Affari Culturali del Giappone, dall’Ambasciata del Giappone in Italia e dall’Università degli Studi di Milano.

Gli anni trenta dell’Ottocento segnarono l’apice della produzione ukiyoe nota come “immagini del Mondo Fluttuante”. In quel periodo furono realizzate le serie silografiche più importanti a firma dei maestri che si confermarono - qualche decennio più tardi con l’apertura del Paese - come i più grandi nomi dell’arte giapponese in Occidente.

Tra questi spiccò da subito Hokusai, artista e personalità fuori dalle righe che seppe rappresentare con forza, drammaticità e sinteticità insieme i luoghi e i volti, oltre che il carattere e le credenze della società del suo tempo. Egli è considerato uno dei più raffinati rappresentanti del filone pittorico dell’ukiyoe. Nei suoi dipinti su rotolo, ma soprattutto attraverso le sue silografie policrome l’artista seppe interpretare in modo nuovo il mondo in cui viveva, con linee libere e veloci, un uso sapiente del colore e in particolare del blu di Prussia, da poco importato in Giappone, traendo spunto sia dalla pittura tradizionale autoctona sia dalle tecniche dell'arte occidentale.

Tra le serie di maggior successo degli anni trenta vanno ricordate senz’altro quelle dedicate alle cascate e ai ponti famosi del Giappone, anche se fu con le Trentasei vedute del monte Fuji che Hokusai si affermò sul mercato delle immagini di paesaggio come grande maestro. Da allora in avanti nessun artista del Mondo Fluttuante poté esimersi dal far riferimento alla sua opera e, in particolare, a una stampa appartenente a questa serie divenuta icona dell’arte giapponese: La grande onda presso la costa di Kanagawa.

Più giovane di circa vent’anni rispetto a Hokusai, Hiroshige divenne un nome celebre della pittura ukiyoe poco dopo l’uscita delle Trentasei vedute del monte Fuji del maestro grazie a una serie, nello stesso formato orizzontale, che illustrava la grande via che collegava Edo (l’antico nome di Tokyo) a Kyoto. Si trattava delle Cinquantatre stazioni di posta del Tōkaidō, conosciute come “Hōeidō Tōkaidō” dal nome dell’editore che lanciò verso il successo Hiroshige. Da allora l’artista lavorò ripetutamente su questo stesso soggetto, producendo decine di serie diverse fino agli anni cinquanta.

La qualità delle illustrazioni di paesaggio e vedute del Giappone, la varietà degli elementi stagionali e atmosferici - nevi, piogge, nebbie, chiarori di luna - che Hiroshige seppe descrivere facendoli percepire in modo quasi sensoriale gli valse il titolo di “maestro della pioggia e della neve”.

Tutte le informazioni sulla mostra su www.oltrelonda.it
ORARI
Lunedì: 09:00 – 19:30
Martedì: CHIUSO
Mercoledì - Venerdì: 09:00 – 19:30
Sabato: 10:00 – 22:00
Domenica: 10:00 – 19:30
La biglietteria chiude un'ora prima
Chiusure straordinarie
Martedì, 25 Dicembre 2018
Aperture straordinarie
Martedì, 01 Gennaio 2019: dalle 14 alle 19.30